Ermanno Fugagnoli e il Premio Zeno


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L'autore veneto, docente di musica a Venezia e finalista nel 2020, racconta la genesi del suo romanzo inedito

2021-04-17 | 11:59

Emanuele Bukne, caporedattore del Premio Zeno, ha posto all'autore Ermanno Fugagnoli, terzo classificato al Premio Zeno 2020 (sezione Romanzi Inediti), alcune domande sulla sua esperienza. Di seguito una sintesi della video intervista.

Ciao Ermanno. L'anno scorso hai partecipato con il romanzo inedito Il passaggio stretto, come nasce il libro e quanto tempo hai impiegato per scriverlo?

Il romanzo racconta di Riccardo e Samuele, due ex compagni di studi al conservatorio, che si rincontrano dopo trent'anni e per la sua genesi ho voluto misurarmi con la struttura classica e tradizionale del romanzo, raccontando una storia attraverso una trama articolata, complessa, con dei meccanismi narrativi che funzionassero. Scrivo già da parecchi anni, ho un paio di libri pubblicati e attualmente distribuiti coi quali ho vinto o mi sono qualificato in alcuni concorsi. Sono di formazione musicale, docente di clarinetto al conservatorio di Venezia. Questa formazione musicale mi porta a sperimentare l'applicazione delle forme musicali alla scrittura. Nei miei precedenti lavori ho indagato molto e sperimentato, in questo senso, con il coniugare le forme musicali, con speciale riferimento alla variazione e soprattutto al contrappunto, alla storia narrativa. In questo romanzo restano delle tracce, degli echi, di questo lavoro di impostazione in maniera meno spiccata che nei precedenti lavori. Il romanzo si divide in venti brevi capitoli, che sono altrattanti stacchi e cambi di scena, che vogliono dare dinamismo e ritmo alla narrazione. All'inizio c'è un breve cappello introduttivo che dice: "Dietro la superficie delle apparenze si nasconde la vera natura delle cose, e spesso, la vera natura delle cose è ben diversa da quello che la superficie delle apparenze può far sembrare." Questa è quasi una dichiarazione di intenti che dà la traccia e l'impronta a tutto quello che si svolgerà nel romanzo. 

Cosa ti ha spinto a partecipare al Premio Zeno?

Già vedendo come veniva presentato il bando ho avuto l'impressione di un premio serio, ben organizzato. Impressione che poi è stata completamente confermata, vedendo la trasparenza con cui venivano condivise le operazioni, i lavori della giuria... e poi anche il sostegno alla visibilità che è stato dato con la condivisione delle videoletture delle motivazioni... fino a questa possibilità di potersi esprimere, data non solo ai vincitori, ma anche ai finalisti...

Stai lavorando a qualche nuovo testo?

Già da un po' sto lavorando a una nuova cosa che si intitolerà "La frittura" e che probabilmente si concretizzerà in un romanzo breve. Al momento sono un po' fermo... per i tanti impegni non riesco a trovare il tempo ma sopratutto la libertà mentale di potermi dedicare come vorrei... quando scrivo ho sempre bisogno di immergermi completamente nella scrittura, pensando dalla mattina alla sera a quello che sto scrivendo... e forse anche di notte, perché quando succede che l'ultimo pensiero prima di chiudere gli occhi è dedicato alla scrittura e poi, riaprendo gli occhi la mattina dopo, il primo pensiero che si affaccia spontaneamente è di nuovo quella scrittura, magari sfruttando spunti avuti in sogno... ecco, quella è sicuramente la condizione migliore, che richiede naturalmente molto tempo e soprattutto poche distrazioni... ma mi auguro che nella pausa estiva potrò riuscire a portare a termine quest'altro lavoro.

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