Quattro chiacchiere con Enrico Prevedello

Quattro chiacchiere con Enrico Prevedello


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Abbiamo chiesto al vincitore della sezione narrativa edita di raccontarci la sua esperienza al Premio Zeno
11/03/2026 | 14:41

Abbiamo scambiato quattro chiacchiere con Enrico Prevedello, vincitore della XIII edizione del Premio Zeno, sezione narrativa edita.

  • Ciao Enrico, parlaci del tuo libro, primo classificato alla XIII edizione del Premio Zeno.

    È la storia del padre di uno dei miei migliori amici con cui sono cresciuto nella provincia veneta, che oltre ad essere un bottegaio del paese è stato anche capo dello Stato veneto di questo autogoverno, finito in carcere per avere sparato al direttore di una banca... e che ha fatto rivolte in carcere. Ho seguito la sua storia, ho intervistato lui, la madre, ho letto il diario che ha scritto in carcere, cercando di capire cosa porta un uomo a credere di più alla propria realtà che a quella degli altri, tanto da usare la pistola per cercare di convincere, cosa porta una persona a voler cambiare la realtà.

  • Com'è andato e come sta andando? Ti ritieni soddisfatto?

    Sono molto contento di come stia andando, più che altro sono molto felice di come sia andata la scrittura, ovvero di come mi abbia fatto bene, di come scriverlo mi abbia cambiato. C’è un prima e un dopo nella mia vita, non solo di scrittore ma nel mio modo di relazionarmi alla realtà, ed è quello che faccio e che cerco di fare quando non scrivo romanzi, cerco di fare in modo di scrivere cose che mi aiutino a cambiare il mio rapporto con la realtà, di migliorarlo.

  • Com'è stata la serata conclusiva del premio a Roma?

    È stato molto emozionante, sono andato con mia moglie e mio figlio, era il giorno del suo primo compleanno, il 25 gennaio. È stato emozionante trovare poeti, poetesse, scrittori, scrittrici, lettori, lettrici. L’ho vissuto come un momento di festa ma soprattutto di condivisione. Ho trovato molto bello il fatto che vengano lette le motivazioni, più di una, scritte con così tanta cura, così tanta attenzione... fa sentire molto grati.

  • Su cosa stai lavorando adesso?

    Sto lavorando a un altro libro, un romanzo, ambientato sempre in Veneto, perché è la terra in cui sono cresciuto, una terra che sto conoscendo, digerendo, e con cui voglio fare un po’ più amicizia e viverci qualche avventura. La mi idea è un romanzo che mi aiuti a cambiare il modo in cui interagisco con la realtà che vedo quando attraverso queste terre, e vorrei fare in modo di vedere più magia, più mistero, che per me significa più possibilità, la possibilità di immaginare qualcosa che mi dia più libertà e speranza, anche a costo della distruzione.

  • Dato che farai parte della giuria, hai un consiglio da dare agli iscritti del 2026?

    Di scrivere qualcosa che cambi la realtà, la propria realtà, il proprio mondo, e di scrivere e leggere come se fosse bere mangiare dormire.
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