Le parole di Arturo Belluardo su Zeno
21/03/2026 | 20:12
Arturo Belluardo, vincitore con I muscoli del Duce, sezione narrativa inedita, racconta la sua giornata alla Libreria Tomo.
- Ciao Arturo, vuoi descrivere in breve il tuo libro a chi non lo ha letto?
I muscoli del Duce è un romanzo ambientato durante il fascismo tra la fine degli anni '20 e la fine degli anni '30. Il protagonista è un giovane ragazzo siciliano che oscilla tra la sua adorazione per la mascolinità mussoliniana e la sua omosessualità. Questo contrasto continuo tra il suo essere fascista e il suo essere gay lo porta a una serie di disavvanture che lo fanno andare dalla Sicilia dei Monti Iblei alla Tripolitania, allora colonia italiana, e a finire nel deserto, a finire a Tripoli, con una serie di avventure e disavventure che vanno dal comico al tragico e che servono da spunto, lungo un filo ironico e quasi grottesco, per raccontare l'Italia di quel periodo, che per certi versi è molto più vicina a noi di quello che pensiamo. È un romanzo sull'identità, sull'identità di genere, sull'identità politica, sull'identità religiosa. - Come è andata la serata conclusiva e cosa è successo dopo la vittoria?
Devo dire che il Premio Zeno mi sta portando parecchia fortuna, ed entusiasmo, perché i giurati del premio, con in testa la scrittrice Marta Cai, si sono veramente entusiasmati per il romanzo e hanno deciso di darmi una mano a promuoverlo alle case editrici... non c'è ancora nulla di definitivo, ma c'è sicuramente un buon fermento attorno, e questo entusiasmo l'ho provato anche la sera della premiazione. È stata una grande festa, con grandissima tensione emotiva, ma di grande gioia e di grande felicità. È stata una grande festa anche perchè sono venuti tantissimi amici alla Libreria Tomo, a sostenermi ed abbracciarmi, in una giornata (climaticamente) terribile (quel giorno diluviava), ma l'abbraccio più grande me lo ha dato il premio stesso. Premio nella cui famiglia sono felice di entrare come giurato dei romanzi inediti. - In base alla tua esperienza, te la senti di dare un consiglio a chi sceglierà di isciversi alla XIV edizione? Presieduta come sai da Ade Zeno, autore torinese di Bollati Boringhieri.
Credo che il mio romanzo abbia avuto un tale impeto di amore e di affetto da parte della giuria, per il lavoro che in qualche modo sono riuscito a fare sul linguaggio (ho lavorato molto sul dialetto, sul linguaggio d'epoca, ho cercato di dargli una struttura particolare), ecco... credo che per chi voglia partecipare al concorso questo sia uno degli elementi sostanziali di valutazione da parte della giuria, cioè che premi il lavoro letterario, il lavoro sulla lingua, sui personaggi, sullo sfondo, con una più che originalità, una coerenza con la propria voce e una ricerca vera che deve trasparire e trasudare dalle pagine.
